Pena d’ amor

PENA D’ AMOR

Che ora sia la festa più ridicola
Più del no che ormai tardi arriverà
E che ci sia in questa mia festucola
Finta armonia e risa da barbier
La linguan sia la schiava del vostro signor
Pronta a parlar di quel che vuol sentir

La terra mia sia allegra e colorita
La notte triste per troppa felicità
Che ogni via si copra di lenzuola
E la sua danza riflessa nel taftà
Così che io, attraversando tutta la città
Possa inventar la mia felicità
Che la pazzia sia la normalità
Il calar del sol il suo detonator
La volontà del mio mastro giullar
Per questo tempo legge diventerà
Dai vostri occhi gonfi di fuochi e trampolier
Gli antichi mondi ritornerò a veder

Quando la luce incomincia a respirar
Al suon dei passi troppo storti per tornar

La notte al giorno il posto lascerà
Alla miseria ed alla grigia realtà
Le vostre risa il buio ad altri porterà
Ed il mio canto (pianto) nessun più rattristerà